White Fungus n. 16 -


Prima è il fascino esotico, poi la profondità dei pensieri che racchiude. La storia di White Fungus, rivista indipendente di Taichung City, Taiwan, è essa stessa parte del suo fascino molto asiatico. 

Nata nel 2004 come rivista di protesta e dai contenuti alternativi difficili da far filtrare nella complicata situazione politica di Taiwan, la prima edizione fu stampata in una copisteria di Wellington, in Nuova Zelanda. Le copertine di White Fungus non sono altro che le scansioni di una lattina di "white fungus", una bibita di frutta prodotta proprio a Taichung City. 

White Fungus è una rivista d'arte contemporanea e sperimentale che si autodefinisce un "quasi-political manifesto" perché affronta o ospita spesso commenti e interviste legati a performance artistiche che trattano di tematiche sociali.

white fungus magazine

L'edizione numero 16 è la prima che come Frab's abbiamo deciso di trattare ed essendo uno dei magazine più "esotici" che abbiamo, l'abbiamo affrontato con un piccolo pregiudizio in senso positivo verso la cultura asiatica. Quello che ne è venuto fuori in questo caso è una piccola conferma, nuovamente in senso positivo: in questo volume di 220 pagine, con una buona presenza di testo scritto, trovate 9 contenuti affrontati con quella minuzia e profondità di pensiero che ci viene in mente se pensiamo alla precisione maniacale, alla costanza, alla caparbietà e resistenza che immaginiamo come attitudini tipiche dell'Oriente.

White Fungus si apre con una dissertazione magnificente sull'armonia e musicalità dei suoni animali. Tobias Fischer in particolare si concentra sulla complessità musicale dei suoni apparentemente indistinti e "anarchici" del mondo animale. Con esempi scientifici e cercando di raccogliere il poco materiale istituzionale presente al mondo in materia, un viaggio apparentemente metafisico e degno di un libro di fantascienza diventa una concreta riflessione con rilevanza scientifica. Il mondo animale utilizza suoni e canti che, al pari degli uomini, riescono a trasmettergli una particolare energia positiva. Non ci è ancora dato sapere quale sia la chiave per decifrare con schemi mentali umani l'armonia della musica degli animali, ma la sensazione positiva e di empatia che genera la musica è certamente un fenomeno che ci accomuna ad altre specie viventi. 

white fungus frabs

Andare a un concerto per dormire? Gli esperimenti musicali di White Fungus continuano con un secondo saggio di Kurt Gottschalk sull'ascolto della musica mentre si dorme ed esempi pratici. E' il pezzo più dolce di questa edizione di questo numero, che vi farà davvero sognare con le immagini suggestive dei "test di laboratorio" portati da Gottschalk come esempio per gli effetti benefici. Questi test sono i concerti, di musica classica, elettronica o di vario genere, con letti per il pubblico che è più che autorizzato, anzi invitato a dormire durante le performance musicali. L'autore intervista compositori e autori che hanno provato e sono convinti che ci sia un'alternativa vera a quel baroni dell'imperialismo classico che si irritano al calar della palpebra durante un concerto. E' infatti naturale ed insito nella natura umana un po' di sano sonno. L'aspetto più enigmatico e di grande attenzione di chi ha provato l'esperienza di dormire durante i concerti è l'ansia dell'essersi perso qualcosa, del non aver goduto di una determinata melodia. Dall'altra parte, i compositori si divertono a vedere il pubblico muoversi nei letti o agitare il loro sonno al variare delle melodie e dei ritmi. Infine, il momento indubbiamente e comunemente definito più magico: il risveglio. Si, perchè accade che ad un certo punto dal sonno durante un concerto ci si risvegli, sempre con la musica che continua a suonare. E la sensazione descritta da chi l'ha provata è quella di uno stato mentale di assoluta tranquillità che in poche altre occasioni è possibile vivere.

Dalla musica, questo numero vira ad un'intervista all'artista e performer femminile Carolee Sschneemann. L'artista è stata una delle pioniere del Novecento, al pari di personaggi come Marina Abramovic, della performance art femminista che provava a sconvolgere e ribaltare i dogmi maschili che dominavano la scena artistica del tempo. L'intervista è un lungo excursus personale e dell'artista alla soglia degli 80 anni.

Si passa poi alla storia di Taiwan e ai suoi intrecci con la cultura della noise music che proprio su quest'isola dalla fine degli anni '80 ha visto una potente esplosione di questo genere musicale come forma di ribellione e liberazione. Dal 1987 infatti Taiwan, che fa parte della Repubblica Popolare Cinese ma non si considera affatto cinese, vide finalmente abolita la legge marziale. Ciò ha permesso l'esplosione di nuove forme artistiche, anche in forte rottura con il passato politico di oppressione dell'isola. E così si scorre l'elenco di chi fece la storia del noise music movement di Taiwan: LTK Commune, Z.S.L.O., Wang Fujui, Wu Chung-Wei e delle vicissitudini storiche che li hanno portati alla ribalta. 

Passati per un simpatico fumetto che rappresenta la storia del XXI Secolo gli ultimi pezzi di White Fungus percorrono storie di artisti presenti o dei decenni passati, non conosciuti ai più ma che lasciano un segno nella musica, nella fotografia o  nelle loro performance come l'eccentrica taiwanese Betty Apple, l'emblema palestinese di Dor Guez, Luke Willins Thompson e Ruffo. 

White fungus è un volume maneggevole, leggero nonostate le numerose pagine e morbido come l'odore della sua carta sottile ed elegante. Lo stile è sobrio e preciso, e il volume è interamente scritto in lingua inglese.

Infine una nota curiosa: ogni qualvolta si nomina Taiwan viene citata anche la sua appartenenza alla Repubblica Popolare Cinese. Una nota formale, forse obbligatoria per non incorrere in sanzioni, che segna il profondo conflitto interiore del popolo di quest'isola che ancora oggi non ha raggiunto la piena indipendenza. 

Il numero 16 di White Fungus lo potete trovare qui, nello shop di Frab's.

Buona lettura!

 

 


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