Sloft n.9

£31.00

Sloft è una rivista indipendente di architettura e design con un focus specifico sugli interni dalle piccole metrature e, per la precisione, sugli interni che vanno dai 15 ai 70 metri quadri. 
Lo scopo della rivista è quello di promuovere la visione di una città più sostenibile, più accessibile e più bella, partendo dal presupposto che l'architettura è una risposta per ripensare la vita urbana e affrontare le sfide che si trova di fronte: inquinamento, stress, aumento del costo della vita, rumore, ecc.

ISSUE 9
A Charenton, a Parigi, a Marsiglia o a Sydney, la selezione del numero 9 della rivista svela abitazioni profondamente in sintonia con chi le vive — quasi come estensioni dei loro corpi — capaci di aiutare gli abitanti a collocarsi fisicamente nel proprio ambiente e a provare la sensazione di essere davvero nel posto giusto. È il miracolo delle case “abitate”, come le definisce la filosofa Céline Bonicco-Donato, in contrapposizione alle abitazioni “intercambiabili”, pensate per “visitatori” perpetui che, così facendo, finiscono per monopolizzare lo spazio (e le risorse) altrui.

Se l’epoca degli “Xanadu” è ormai alle spalle — quelle sontuose dimore private incarnate dal dominio di Charles Foster Kane in Citizen Kane di Orson Welles, una sorta di primitivo Mar-a-Lago ispirato alle residenze principesche storiche — Villa Medici a Roma, al contrario, si muove con i tempi, spingendo ancora più avanti l’idea di apertura e condivisione dei suoi magnifici spazi. Da rifugio per artisti, sta diventando un rifugio per tutti grazie a un programma che trasforma gli ex atelier residenziali in camere per gli ospiti. 
All’interno del numero è presente anche un’intervista all’artista Pier Stockholm, nella quale vivere l’interiorità del proprio rifugio come un’esplorazione immobile di sé e del mondo significa aprire spazi immensi senza monopolizzare la Terra. Pier Stockholm concepisce il suo studio come un primo involucro vitale in cui accoglie gli altri, fino ad arrivare alla sua “capanna”: un rifugio poetico e sperimentale dove si rigenera e amplia i propri orizzonti creativi e spirituali. E l’astrofisico Aurélien Barrau ne è convinto: invece di tentare di svelare ogni segreto dell’universo in una frenesia tecnologica che ci proietta nel vuoto interstellare, dovremmo accoglierne il mistero coltivando il nostro sguardo poetico. Così facendo — preservandolo — lo condividiamo con tutti gli esseri viventi.

Insomma, eclettismo, poesia, arte, evasione, bellezza e buone idee non sono affatto una questione di metri quadrati.

Dimensioni: 17x24 cm 

Lingua: Francese/Inglese

Pagine: 224