Quanto Magazine
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Prezzo di listino €15,00

Quanto è un esperimento tutto italiano di rivista di letteratura speculativa. Fantascienza e distopia abbracciano la maneggevole follia di queste pagine che si candidano a diventare un cult della letteratura indipendente italiana. 

Di notevole spessore la scelta delle carte, accuratamente stampate e mescolate per interagire con i personaggi delle storie.

I caratteri di testo utilizzati in Quanto sono tre declinazioni esclusive di Meta-The-Difference-Between-The-Two-Fonts (MTDBT2F), una font creata da Dexter Sinister (David Reinfurt & Stuart Bertolotti-Bailey) e derivata da MetaFont, il sistema di progettazione tipografica programmato da Donald Knuth nel 1979. MTDBT2F è in grado generare un numero infinito di varianti intervenendo su 5 parametri (Pen, Weight, Slant, Superness, Curlyness) che modificano un alfabeto base.

Dimensioni: 16,5 x 20,5 cm
Pagine: 62
Copertina: morbida con sovracopertina trasparente e lamina olografica
Lingua: italiano
Carta: Fedrigoni Sirio Color 210 gr/m2, Arjowiggins Curious Matter 135 gr/m2, Gardamatt Ultra 130 gr/m2
Rilegatura: brossura cucina

Tiratura ISSUE #1: 500 copie

Issue #1
Nel primo numero di Quanto c'è un racconto d'autore accompagnato da 7 illustrazioni originali. 
Due sezioni a fumetto su carta blu aprono e chiudono le 64 pagine del volume,
stampato in tre inchiostri: nero e due colori metallici (argento e viola), su tre diverse carte.

La storia del primo numero è quella di un becchino che lavora per l’Azienda, la multinazionale tecnologica che governa il mondo e gran parte dell’Universo. Si spacca la schiena 15 ore al giorno ritirando i cadaveri delle prime vite e, nel frattempo, ama perdutamente una sua collega del reparto “scioglimento chimico”.

La burocrazia aziendale, inquietata dall’insorgere di emozioni potenti e imprevedibili nei propri dipendenti, impedisce a Gregory Coil di dare concretezza ai propri sentimenti. Frustrato, come nessun umano faceva da ormai 200 anni, il becchino comincerà a scrivere poesie suscitando così il morboso interesse dell’Azienda che farà di tutto per mettere le mani sulla sua coscienza.

In questo universo futuro, l’arte (intesa alla stregua di uno slancio mistico, magico
e imponderabile) è ciò che distingue l’uomo dalla macchina e lo rende imprescindibile nell’ecosistema universale.

Non potendo produrre alcunché di creativo, la tecnologia si ritrova ad ammirare, affascinata e spaventata, il potere umano di produrre realtà attraverso la stregoneria della creatività.