Eye n.109

6.500 kr

Si definisce "the international review of graphic design" e, in effetti, la rivista fondata nel 1990 da Rick Poynor e oggi diretta da John L. Walters può essere considerata un po' la bibbia del settore. Con cadenza trimestrale, Eye mette nero (e altri colori) su bianco le ultime tendenze in fatto di grafica. Il bianco, poi, non è lasciato al caso, ma è quello di tre diverse tipologie di carta che vanno a comporre uno dei magazine più collezionati e curati al mondo. 
Il focus della rivista sono la grafica e le arti visive, esplorate con approfondimenti, interviste, commenti, recensioni e immagini. 

Dimensioni: 24x30
Pagine: 100
Copertina: morbida in 
cartoncino Fedrigoni 250 grammi
Lingua: inglese

ISSUE 109
Questo numero è un’indagine lucida su come le tecnologie del nostro tempo plasmino il design, spesso prima ancora delle nostre intenzioni. Al centro c’è la tipografia come laboratorio vivo: dalle reti globali del type design digitale e la reinvenzione dei classici (come la nuova Futura di TypeTogether), fino alla carica sensoriale della stampa e dell’immagine, con l’eredità di Harri Peccinotti che riaffiora tra legno tipografico, cinema e colore. Ma non è una celebrazione ingenua del “nuovo”: il magazine apre anche il lato in ombra del progresso, tra l’estetica seduttiva del cibo ultra-processato e il sublime tossico delle infrastrutture nucleari. A chiudere il cerchio, l’opera di Kate Dawkins mostra un’altra via: un design che usa tecnica e pensiero analogico per generare lavori pubblici, grandi, utili e belli. Un numero per chi ama grafica e cultura visiva, e vuole leggere la tecnologia non come sfondo, ma come forza che imposta il ritmo del presente.